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Gestire la neve, un lavoro di ogni giorno

La gestione della neve

Cadrà o no? Vecchi proverbi, credenze popolari... Gli esperti della neve non ci danno peso. Non lasciano spazio alla supposizione o al caso! Che il cielo sia avaro di fiocchi o estremamente generoso, un piccolo esercito di professionisti è sempre in agguato per trovare delle nuove soluzioni.
La neve, una materia da esperti
Premesse di un clima sregolato e casuale? Gli inverni catastrofici degli anni '80 hanno fatto piombare molte stazioni nell'inquietudine, preannunciando un futuro oscuro. Inoltre, l'estensione delle aree sciabili esige un'organizzazione sempre più ferrea e una gestione strategica della neve. Flaine, inaugurando la prima fabbrica di neve nel 1986, aprì la strada e segnò una svolta decisiva sulle tecniche di controllo della neve. I professionisti non hanno più scelta e devono ormai trovare delle risposte alla rarefazione dell'oro bianco: una conoscenza ormai indispensabile alla vita di una stazione e all'equilibrio economico di una regione.
Gli operatori di mezzi battipista, spazzaneve, gattisti hanno tutti la stessa missione: gestire la neve, ognuno secondo il proprio livello di competenza, poiché si tratta di una merce rara, fragile e instabile. Lo scopo è quello di elaborare una strategia intelligente e coerente per ritardare il processo di degradazione della neve, produrre un complemento se necessario, prevedere delle riserve per innevare i passaggi molto frequentati e sottoposti ad una forte usura (sciatori), prevenire i rischi di valanghe, osservare lo stato del manto nevoso per agire di conseguenza. Un programma intenso!
Preparare la base!
Tutti sanno che è più facile dipingere un muro ben preparato, lo stesso avviene per la neve. Una pista curata sarà innevata più rapidamente! Il lavoro si fa in anticipo: d'estate. Quando l'idea di andare a sciare non vi sfiora nemmeno, le macchine lavorano sulle piste, limano sassi fastidiosi, appiattiscono le zone, scavano delle canalizzazioni per sviluppare la rete dei cannoni da neve. La terra viene poi seminata a prato, per stabilizzare e permettere alla neve di fissarsi prima e più a lungo. Il suolo ben preparato renderà anche il passaggio dei gatti delle nevi più efficace e permetterà di ritardare la chiusura di una pista, essendo sufficienti pochi centimetri di neve su un prato per tenerla aperta; situazione ben diversa nel caso di un campo sassoso che scheggia gli sci ad ogni curva.
Il battipista: colonna portante dell'impianto sciistico
Negli anni '70, i battipista lavoravano ancora sugli sci o con dei rulli, spaccavano i dossi con il piccone e ricoprivano di neve le lastre di ghiaccio, un lavoro estenuante. La comparsa dei potenti gatti delle nevi ha permesso di comprimere il manto e aumentarne la speranza di vita. Sole e vento sono i nemici acerrimi della neve. Dopo una nevicata, la neve è esposta all'aria, al vento, al passaggio degli sciatori e di conseguenza meno immacolata. Il suo albedo (potere riflettente di una superficie) diminuisce: assorbe quindi l'energia solare invece di rifletterla. Di conseguenza fonde... alla velocità della luce! Solo il gatto delle nevi e la fresatrice possono prevenire questo fenomeno e donare un po' di brio ad un manto usurato. Una professione un po' in ombra, difficile e che esige un'ottima conoscenza della neve e dei suoi processi di trasformazione oltre che un'accuratezza nella guida. La neve invernale, a grani fini, non si lavora ad esempio come quelle primaverile che presenta grani rotondi.
Produrre la neve
È difficile oggigiorno per una stazione non fare affidamento alla produzione della neve, investimenti cospicui ma necessari alla sopravvivenza degli impianti. Persino le stazioni ad alta quota sono coinvolte. Non si tratta di innevare la totalità delle piste, sarebbe insensato, ma piuttosto di coprire i collegamenti importanti e di rendere così possibile l'accesso alle piste nel periodo natalizio. La produzione della neve avviene in zone strategiche di grande affluenza. Gestire la neve significa dunque saper anche gestire le risorse d'acqua disponibili creando delle riserve collinari nei pressi delle piste.
Gestire la neve per ridurre i rischi
I massicci alpini sono sottoposti a elevati rischi di valanga. Gli artificieri si rendono sulle zone segnalate « a rischio » per creare delle valanghe con l'aiuto di esplosivi utilizzando un sistema di tubature in acciaio disposte sulle cime. Questi dispositivi, GASEX, sono in grado di innescare delle esplosioni a distanza per garantire la massima sicurezza ed efficacia. In contemporanea, delle squadre sondano regolarmente il manto nevoso per osservarne le trasformazioni e valutarne la vulnerabilità. Questa tecnica di controllo da « battipista » si effettua una volta la settimana in differenti zone del massiccio considerate pericolose. Al giorno d'oggi non c'è più spazio per la provvidenza: anticipazione, investimento e cura sono le chiavi per una buona gestione della neve e per garantire uno sci di qualità a migliaia di utenti.
I nevicultori (coloro che producono la neve) sono i Mac Gyver della montagna. Devono infatti saper fare di tutto: idraulici, informatici, metereologi... Il loro compito consiste nel gestire la rete dei produttori di neve, il corretto funzionamento degli impianti 24h/24 e, senza questa sorveglianza, si ritroverebbero con delle immense lastre di ghiacchio ai piedi dei cannoni sparaneve. Sono dunque i diretti responsabili della qualità della neve e quindi della soddisfazione degli sciatori, non facile! I costi? Un metro cubo di neve varia tra 1 e 2 Euro tutto compreso, macchinario, benzina, elettricità, ecc. Per un costo totale di 600.000,00 di Euro a stagione per una stazione di taglia medio-grande. I cannoni sparaneve sono una sorta di estintori che polverizzano delle goccioline d'acqua nell'aria con un pressione che varia da 20 a 80 Bar. La potenza di questi macchinari è tale che l'acqua non gela immediatamente. La piccola quantità d'acqua iniettata si atomizza in piccole cellule. Al contatto con l'aria fredda queste particelle si solidificano e formano dei fiocchi. Il termine « neve aritificiale » è improprio, poiché si utilizza della vera neve e i macchinari sono controllati ed utilizzati esclusivamente da professionisti del settore.
Sport-Invernali.com vi permette di seguire l'innevamento delle stazioni sciistiche e i possibili rischi di valanga nella vostra stazione cliccando sul link: http://www.sport-invernali.com/IT/Meteo_bollettini_neve/bollettini_neve_italia_svizzera.php
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